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SOCIETA'
13 ottobre 2010
Parallelismi azzardati
C'eravamo arrivati una volta parlando, non so con chi.
I Nativi Americani, le streghe, i monaci tibetani. Gente perbene che non ce l'ha fatta, come ho appena scritto su Facebook.
Perchè io su Facebook ogni giorno butto giù cinque centesimi di pensiero, frasi che mi suonano bene.
E come me molte altre persone.
Ci passiamo i link in cui crediamo, a volte sono cose grandi, forti, emozionanti. E condividerli ci fa sentire meno soli di fronte all'impotenza.
Tipo siamo tutti fermi, ma siamo tanti.
E' un po' il principio stesso della manifestazione.
Io so perchè sono ferma, e questo fa sì che giustifichi tutti gli altri.
Specie quando penso ai Nativi, alle Streghe e ai Tibetani.
Se non sono estinti o uccisi, si mimetizzano, si nascondono e proseguono nell'oscurità, ostacolati dall'intero sistema terrestre che si evolve senza tener conto della loro presenza.
Evidentemente questo mondo non è a misura di Cherokee. Nè di strega, nè di tibetano.
Perchè erano pochi.
Ma anche perchè erano meno spietati.
Sono stati colti impreparati, perchè erano impegnati a cercare una sintonia con l'universo che gli aggressori non considerano mai. Vivevano tranquillamente senza disturbare.
E si sono messi a combattere, se mai l'hanno fatto, sempre troppo tardi. Sempre col nemico troppo vicino, senza il tempo di avvertire alcun eventuale rinforzo. Basiti di fronte alla crudeltà, rassegnati in un mondo strano, isterico, malato.
Così viscido, spietato e ridicolo.
La Via.
I nativi, le streghe, i tibetani, avrebbero rispettato l'aggressore come rispettavano le leggi della Natura.
Il terrore che avranno provato e che provano ogni giorno non si può immaginare, si deve vivere per capire.

Altrimenti avremmo a cuore la ricerca di una soluzione che protegga chi non appartiene alla società, ma solo alla Terra.
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